Bilancio di un’estate difficile: tutto in famiglia!

Caliti junku, ‘ca passa la china.
Caliti junku, da sira ‘a matina

Franco Battiato

Mentre la stagione estiva volge ormai al termine, mi viene naturale usare questo spazio per celebrare una performance fra le più difficili ma anche esaltanti che la nostra famiglia ricordi.
Avevo parlato del problema alla radice della situazione in un articolo tristemente profetico, anche se focalizzato sull’inquadramento delle dinamiche delle risorse umane in Italia nel contesto di un fenomeno globale molto più preoccupante, non sulla previsione di trend futuri. Essendo stato scritto, però, solo tre mesi prima dell’inizio del periodo da cui stiamo uscendo, l’estrapolazione di breve periodo sarebbe stata tanto facile quanto difficile è stato affrontare il lavoro in questi mesi caldi che stanno finendo.
Nel formulare le buste paga di Agosto, proprio pochi giorni fa, abbiamo confrontato il numero di collaboratori attivi nel 2019 ad Agosto, ben 52, con quello dei collaboratori attivi ad Agosto 2022, 44 ! Abbiamo affrontato una stagione estiva simile, per volumi, alla precedente (e, quindi, a quella del 2019) con ben 8 dipendenti in meno nel momento di punta, fra produzione e vendita !

Il “buongiorno” si è visto dal mattino: due persone dimissionarie nel turno della mattina a Luglio a causa di conflitti personali (stupidi e infantili, mi si consenta di rilevare) fra colleghi, un’altra nello stesso turno della mattina mandata via da noi per completare la pulizia dell’ambiente, due dimissionari nel turno serale per “eccessivo affaticamento”…guarda caso alle porte di Agosto, ovvero all’arrido del lavoro più intenso, dopo che l’affaticamento a Giugno e Luglio non si era mai sentito. Sarà stato un caso, naturalmente…

Stesso discorso, o forse migliore fin da principio, in produzione: con due pasticcieri in meno per motivi personali e aiutanti non pervenuti, con l’eccezione di un ragazzo siriano, sono mancate almeno quattro figure importanti solo al piano di sotto. Il lavoro delle ore diurne da aiutante addetto agli impasti e alle stese dei cornetti si è riversato sulle spalle dei collaboratori rimasti, ai quali siamo grati per lo spirito di sacrificio e la professionalità dimostrati, mentre la sera l’offerta di cornetti e prodotti da forno vari è stata esclusivamente sulle spalle di Franz, Clelia e di Emanuela, insieme al resto delle preparazioni da sbrigare per il giorno successivo .

Come abbiamo affrontato Agosto alla vendita, invece? Da un lato tirando fuori dal cilindro cinque persone inesperte, tra cui tre giovani ragazze senegalesi, una ragazza italiana part-time del 2019 e una neo-sedicenne alle prime armi; dall’altro entrando in prima persona ai posti di combattimento in prima linea: al servizio alle vetrine di pasticceria e gelateria, aiutando a chiudere pasticciotti nei momenti più critici in pasticceria. È stato massacrante, soprattutto nelle due settimane centrali in cui, oltre al lavoro da affrontare nel turno della mattina, si tornava per riempire gelati anche nelle ore serali di punta, ma ce l’abbiamo fatta, facendo leva sull’unità della famiglia!

Se, da un lato, possiamo celebrare la nostra compattezza e determinazione, dall’altro non c’è alternativa al prendere atto di una dinamica, nella gestione delle risorse umane, soprattutto per attività stagionali, che punta in direzione della crescita imprescindibile della componente extracomunitaria della forza lavoro e della riduzione costante delle persone italiane qualificate, già abbastanza difficili da trovare in passato, dato che i professionisti del settore davvero validi generalmente dispongono di lavori per tutto l’anno.

Guardando al futuro, non c’è dunque altra alternativa, per mantenere un’attività come la nostra -artigianale, stagionale e familiare- viva e vegeta, che puntare in due direzioni simultaneamente:

  • meccanizzare la produzione dei prodotti di punta, puntando -ove possibile senza compromettere la qualità del prodotto finale- su abbattimento e stoccaggio a temperatura negativa dei semilavorati che si prestano a tale scopo;
  • pensarsi sempre di più come fucina di personale per altre aziende, accettando la sfida di formare costantemente dei giovani (i pochi volenterosi rimasti) che proseguano poi la loro strada altrove, una volta terminata la stagione con noi. È la maledizione delle attività stagionali che richiedono una certa professionalità, ma è il male minore in prospettiva.

La necessità di dover ripensare radicalmente alcune dinamiche produttive ci spinge a riflessioni più profonde, che richiedono una valutazione attenta e ponderata, più adatta ai mesi autunno-invernali che alla fine dells stagione, prima di scaturire in decisioni definitive, ma non esiste dubbio sul fatto che la strada sia segnata e che la via dell’artigianato “troppo umano” non sia più perseguibile senza un crescente ausilio della tecnologia.

Mirko Serino e Franz Panarese

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