In questo blog non siamo nuovi ad esporre problemi che riguardano la gestione delle risorse umane. Da attività stagionale che passa da 10 a 50 dipendenti nel corso di pochi mesi, per poi ritornare a 10 con l’inizio dell’autunno, siamo sensibili a tutto: la crescente disaffezione ai lavori manuali, la crescente componente extracomunitaria nella forza lavoro e la crisi demografica in atto da decenni nel nostro paese.
In un tale contesto, abbiamo riflettuto e deciso di ricorrere ad una iniziativa che, sebbene non possa certamente modificare nulla nei macro-trend in atto nel nostro paese, può senz’altro aiutarci, a nostro parere, a fidelizzare ancora maggiormente i nostri migliori collaboratori.
Non essendo certi di quanto e se i lettori del nostro blog abbiano sentito parlare di welfare aziendale, ci concediamo questo piccolo spazio per discuterne brevemente e per presentare anche pubblicamente la nostra iniziativa.
Welfare è una parola inglese che significa benessere, riferito specificamente ad una comunità. Nell’ambito del diritto del lavoro, esiste la possibilità per le aziende di strutturare un cosiddetto piano welfare per i propri collaboratori, aumentando la loro retribuzione con reciproci vantaggi fiscali, in due modi complementari.
- La retribuzione erogata sotto forma di welfare non è soggetta a tassazione per l’azienda che lo eroga. Quindi, ad esempio, un aumento di 100 € mensili per il collaboratore non comporta un costo supplementare per l’azienda che eroga il beneficio, come accade per la retribuzione erogata in contanti.
- La retribuzione extra sotto forma di welfare non aumenta le tasse a carico del lavoratore con la dichiarazione dei redditi. A fine anno, quindi, l’imposta sul reddito delle persone fisiche del lavoratore non aumenta e, di conseguenza, le tasse che lui o lei andrà a pagare ogni anno in seguito alla dichiarazione dei redditi non saranno più alte, nonostante il reddito aggiuntivo.
La sola richiesta imprescindibile che lo Stato pone all’erogazione del welfare con questi vantaggi fiscali è che si tratti di un beneficio non erogato in contanti, ma mediate benefits. In altre parole, l’importo erogato al lavoratore non viene pagato con un bonifico, ma viene messo a sua disposizione su una piattaforma. Il lavoratore può accedere alla piattaforma e scegliere di convertire la somma in una serie di servizi, quali assicurazioni auto, polizze sanitarie, buoni consumo, buoni benzina ed una serie di altri beni.
A differenza di quanto qualcuno potrebbe pensare, non stiamo convertendo una parte dello stipendio già percepito dal lavoratore in un benefit non tassato, ma aggiungendo i benefits alla retribuzione già percepita.
La sola condizione che abbiamo posto come necessaria ad ottenere il beneficio, nel redigere il piano, è che il dipendente stagionale sia almeno alla terza stagione con noi e porti a termine il suo contratto, per premiare i nostri collaboratori più fidati e affezionati.
Lanciamo questo esperimento a Marzo 2024, nel momento in cui scriviamo queste righe, con la speranza che si tratti di un’iniziativa tanto apprezzata dai nostri collaboratori più fidati tanto quanto il loro contributo alla nostra azienda è, ormai da anni, apprezzato da noi.
Se ci sei per Dentoni, Dentoni c’è per te !
Mirko Serino e Francesco Panarese





